Elezioni del Presidente della Repubblica, le pagelle dei politici tra social e strategie politiche

Pochi promossi, con riserva, e molti bocciati: è questo il giudizio emerso dopo la rielezione di Mattarella. Vediamo nello specifico i voti dati ai vari leader politici analizzando il trend social e la strategia politica.

Giorgia Meloni: Fù vera gloria o si tratta dell’ennesima vittoria di Pirro? Parte bene e la candidatura di Crosetto è strategicamente perfetta  (voto 8,5). Con le sue mosse  mette in crisi ‘’l’amico-nemico -alleato- rivale’’ , Salvini prendendosi  la scena mediatica, soprattutto sui social ( il suo gradimento nei giorni delle elezioni è cresciuto costantemente ed alla fine  è risultata la leader più apprezzata del centro destra, sbaragliando l’onnipresente, nel bene e nel male, leader leghista ). Anche in questo giro, però, resta fuori dalle grandi manovre  subendo la nomina di un presidente non voluto. Questa tattica oltre a portare vantaggi e like nel breve periodo  porterà risultati concreti, vincenti ed apprezzabili anche nel medio e lungo termine? Con questo atteggiamento potrà sedersi al  grande tavolo delle alleanze, soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2023?  Voto finale: 6 che potrebbe scendere rapidamente senza un cambio di passo rispetto alle strategie nel medio e lungo termine

Giuseppe Conte: parte da un consenso mediatico, soprattutto sui social, molto alto e nei primi giorni questa tendenza appare confermarsi, con un grado di sentiment positivi tra i più alti, ma col susseguirsi delle votazioni ed il passare del tempo la situazione inizia a peggiorare, politicamente e mediaticamente. Alla fine prova addirittura a giocare di sponda con l’ex alleato e ‘’nemico giurato’’ Salvini, ma la strategia fa acqua e fallisce miseramente. Non esce benissimo ed appare  divisivo, sia agli occhi degli alleati di governo sia agli occhi  occhi di una parte del moVimento 5 stelle che si schiera con Di Maio.  Voto finale 5

Matteo Salvini: tanta volontà, pochi risultati e pochissima strategia: anche questa volta sbaglia tattica e subisce gli avvenimenti (voto 4,5) . In questa circostanza però, a differenza di quanto accadde nell’estate del ‘‘Papeete’’, i social ed i sondaggi non lo aiutano ad ammortizzare la sconfitta ed il sentiment  mediatico ne risente:  l’effetto ‘’bestia’’ sembra svanire, il consenso social scema ed il malcontento interno al partito serpeggia .Vista la situazione che si è venuta a creare a destra   appare buona l’idea ventilata di creare un partito repubblicano in stile USA, ma dovrà passare dalle parole ai fatti.  Voto finale: 5- che potrebbe salire se riuscisse a portare a termine il progetto

Matteo Renzi: fa quello che può, ma non quello che vuole, ed esce bene dalle quirinalizie. Forse avrebbe preferito Casini ma alla fine non ha molto da rimproverarsi. Bravo mediaticamente, soprattutto in Tv e sui giornali (ottime  le dirette televisive e le interviste),meno bene sui social. Può piacere o meno ma è uno dei pochi politici che, nel bene e nel male, sa fare il suo mestiere (perché è bene ricordarlo, la politica a questi livelli è anche un mestiere). Non arriva alla piena sufficienza ma la sfiora e la battuta-citazione sul cucchiaio in stile Totti lo aiuta a migliorare il voto. Giudizio  finale, 6 anche se stentato

Enrico Letta: poco presente sui media, soprattutto sui social, riesce a destreggiarsi evitando buche e trappoloni. La sua strategia era chiara fin dall’inizio ed alla fine, nonostante tutto (probabilmente avrebbe preferito Casini), esce abbastanza  bene da questa tornata. Voto finale: 6, niente di meno ma soprattutto niente di più.

Silvio Berlusconi: il suo passato ed i suoi numeri non gli consentono di essere eletto ma nonostante gli acciacchi e la delusione post ritiro si fa rispettare. Mediaticamente parlando non è più il Silvio di una volta, quando ‘’giganteggiava’’ su TV, radio e manifesti 6x3 (per quelle strategie meriterebbe un 8 pieno): è  stanco e l’esplosione dei socia,l che non ha compreso totalmente, lo ha fiaccato ancora di più. Alla fine, anche grazie a qualche vecchio e fidato consigliere, riesce a destreggiarsi e portare la nave in porto senza troppi patemi. Voto finale: 5,5 tendente al la sufficienza

Mario Draghi: mediaticamente paga a caro prezzo la sciagurata conferenza stampa  di fine anno (voto 4,5) ma alla fine, anche a causa della pochezza di molti politici italiani, riesce a riprendersi ed esce addirittura rafforzato. Voto finale 6,5 tendente al 7

Politica italiana: La classe politica, tranne rarissime eccezioni, ha palesato per l’ennesima volta la sua pochezza (anche se l’obiettivo di  ‘’‘restare attaccati alla poltrona’’ per un altro anno è stato raggiunto). Mancano idee, programmi, strategie, volti nuovi  e progetti a lungo termine in grado di modificare lo status quo  . Voto finale 3